Shelter
ottobre 23, 2015 Emergenza Nessun commento

S
olo nel 2013 sono state 33,3 milioni le persone sfollate a causa di Disastri naturali ed antropici. Questo numero suggerisce la forte esigenza che vi è quotidianamente di fornire un rifugio a queste vittime, nel rispetto di garantire il diritto umano di fornire un’adeguata casa a tutti.

Definizione

La comunità internazionale chiama generalmente questi sistemi edilizi “Shelter”, che come suggerito dal nome stesso, sono dei veri e propri “rifugi” di prima necessità, spesso progettati in fase di risposta agli eventi disastrosi e successivamente trasformati in case permanenti per le vittime.

Gli Shelter si suddividono in tende per l’emergenza (Emergency Tents), in case temporanee (T-Shelter) e sistemi integrabili in architetture successive (Core o Progressive Shelter). La differenza nasce dalla velocità di installazione che è richiesta al sistema edilizio e al tempo di utilizzo per cui viene progettato, come illustrato nel grafico sottostante.

Shelter definizione

Fonte: Cristina Pusceddu basato su IFCR (2013).

Design

A causa della necessità di lavorare con edifici che siano:

RAPIDI DA INSTALLARE – così da fornire una rapida risposta e semplici da utilizzare da personale non specializzato, come locali e volontari;

LEGGERI – da trasportare, per limitare costi, tempi e rispondere ad eventuali disagi logistici causati dalle catastrofi di cui si vieni in supporto;

FLESSIBILI – così da potersi adattare ad ogni possibile contesto ambientale e culturale, e capaci di essere riadatti a successivi diversi usi o contesti.

La modularità e la duttilità che solitamente contraddistingue questi progetti permette di procedere inizialmente con un design che identifica questi sistemi edilizi come delle Micro-Architetture. Grazie alla loro modularità, infatti, capita sempre più comunemente che inizialmente si presentino come unità abitative di piccole dimensioni, che solo successivamente, combinate tra loro possono modificarsi ed ingrandirsi, assumendo un carattere permanente rispetto al contesto.

Bibliografia

Written by Cristina Pusceddu